Stato e Chiesa a favore del “Divorzio Breve”

Papa Francesco: “In alcuni casi la separazione è moralmente inevitabile”

Al giorno d’oggi, ci troviamo di fronte ad un aumento costante di separazioni e divorzi per via di diversi motivi che portano la coppia coniugale a questa difficile scelta. Con la Legge sul divorzio breve, entrata in vigore dal 26 maggio 2015, si cerca di rendere più rapido il processo che permetterà ai coniugi di raggiungere il divorzio e di ritrovare un nuovo personale equilibrio.

Di fronte al diffondersi di questo fenomeno, la Chiesa non è rimasta indifferente. Papa Francesco, in occasione dell’udienza generale di mercoledì 24 giugno, apre ai divorziati, raccomandandosi di non giudicare chi fallisce in amore ma di accompagnarli in questo percorso. Afferma infatti: “È vero che ci sono casi in cui la separazione è inevitabile. A volte può diventare persino moralmente necessaria, quando appunto si tratta di sottrarre il coniuge più debole, o i figli piccoli, alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall’avvilimento e dallo sfruttamento, dall’estraneità e dall’indifferenza”.

Un aspetto assolutamente da non ignorare, sostiene Bergoglio, è il destino dei bambini nelle coppie separate: è fondamentale guardare “questi nuovi legami con gli occhi dei figli piccoli perché sono quelli che soffrono di più queste situazioni”. Il loro benessere psicologico deve essere tutelato in ogni momento, soprattutto in questo difficile percorso: “Quando gli adulti perdono la testa, quando ognuno pensa a se stesso, quando papà e mamma si fanno del male, l’anima dei bambini soffre molto, prova un senso di disperazione. E sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita”.

Proprio per la necessità di tutelare i diritti di coniugi e figli, arriva il “pro­cesso breve” nelle cause cano­ni­che per la «dichia­ra­zione di nul­lità» dei matri­moni. Lo ha sta­bi­lito papa Fran­ce­sco con due let­tere motu pro­prio (una sorta di decreto spe­ciale “di pro­pria ini­zia­tiva”): per le cop­pie spo­sate con rito reli­gioso sarà più facile, e presumibil­mente meno costoso, chie­dere ed otte­nere che il pro­prio matri­mo­nio sia dichia­rato nullo, qua­lora il giu­dice eccle­sia­stico ne riscon­tri le condizioni.

Attualmente, i divor­ziati non pos­sono con­trarre un nuovo matri­mo­nio reli­gioso e, se sono rispo­sati civil­mente o vivono una nuova rela­zione, non pos­sono acce­dere ai sacra­menti, a meno che il loro primo matri­mo­nio non sia dichia­rato nullo da un tri­bu­nale eccle­sia­stico. Le dispo­si­zioni, pun­tua­lizza il papa, non favo­ri­scono «la nul­lità dei matri­moni ma la cele­rità dei pro­cessi».

Stato e Chiesa si impegnano così, con il divorzio breve, a rendere meno lungo e logorante il processo del divorzio permettendo di porre fine più rapidamente ad un rapporto che non è più fonte di serenità e consentendo agli ex coniugi un nuovo inizio.

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