Com’è essere divorziati prima dei 35 anni? Si può essere felici?

Com’è essere divorziati prima dei 35 anni? Si può essere felici?

Com’è essere divorziati prima dei 35 anni? Si può essere felici? Sì! Jessica e Anna ci raccontano la loro esperienza.

Quando si divorzia da giovani spesso le persone ne restano sorprese. Sembra un gioco a premi. Si può indovinare l’età e il peso, ma forse non quante volte siamo stati sposati! (Di solito una). Quando sei giovane non sembri un divorziato, all’apparenza.

Le persone si meravigliano già per il fatto di sapere che siamo stati sposati, figuriamoci per il divorzio. “Quanto è durato? Quanti anni hai?!” 

A volte la gente non sa come reagire. Pensano che stiamo scherzando e ridono. E quando capiscono che non è uno scherzo si scusano, e si sentono a disagio. Oppure ci guardano per capire se siamo arrabbiati o amareggiati.

Ma non c’è nulla per cui arrabbiarsi. Non è stata rovinata la vita di nessuno. O, almeno, non la nostra. (Si suppone che il nostro ex se la passi bene, anche se abbiamo perso i contatti, e quindi non ne siamo sicuri).

Non abbiamo avuto figli dai nostri brevi matrimoni, le persone si sentono molto sollevate da questa notizia.  

 

La paura di divorziare, può bloccare

Ma per quanto quest’esperienza non ci abbia rovinato la vita, avevamo entrambi paura di divorziare.

Paura per le reazioni delle nostre famiglie.

Paura che sarebbe stato un inferno.

Paure che le persone ne sarebbero rimaste deluse.

Fortunatamente, le nostre famiglie hanno capito e non è successo nulla di così orribile.  Ma la preoccupazione riguardo a cosa avrebbe pensato la gente era piuttosto fondata.  

Una nostra conoscente che stava considerando l’eventualità di frequentare un uomo divorziato è stata dissuasa da un collega. “Se una persona ha divorziato c’è sempre un motivo. C’è qualcosa che non va. Lascia perdere,” le ha detto.

Da divorziati, non è bello sentire certe cose. È una specie di marchio col quale convivere per tutta la vita. Ma sarebbe bello convincervi che non c’è niente che non va. O almeno non è così grave. Abbiamo commesso errori di valutazione. Credevamo di essere innamorati.

Ma che è successo? Ecco cosa vuole sapere la gente.  

Cosa è potuto cambiare in così poco tempo? Non ci si può innamorare così alla svelta! Devi aspettare la crisi di mezza età! Allora, che è successo? Beh, la risposta breve è: niente. Ma ecco anche la risposta dettagliata.

 

Cos’è successo, Jessica?

Ho sempre saputo che mi sarei sposata, perché è così. Non sono una che corre. Non ho mai bevuto alcolici prima di aver compiuto 21 anni. Mi fermo a tutti gli stop, anche se non vedo macchine arrivare. Osservo le regole.

E dopo aver frequentato il mio ragazzo per tre anni, mi ha chiesto di sposarlo, e ho detto sì. Piuttosto naturale, dopotutto.

Che importava se non avevamo nulla in comune? O del fatto che non mi rendesse particolarmente felice. Era ora di sposarsi. E lo abbiamo fatto.

E subito dopo abbiamo divorziato.

Spesso mi chiedono perché mi sono sposata. La risposta è complicata, ma ci provo: non potete immaginare quanto possa danneggiare una relazione il rifiuto di una proposta.

Non ero pronta a sposarlo, ma non ero pronta a perderlo. E spesso se si rifiuta una proposta si finisce per lasciarsi.

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Che è successo, Anna?

A differenza di Jessica, non sapevo che mi sarei sposata. Ma ho conosciuto un ragazzo all’università e senza accorgermene siamo diventati una coppia. Quando ci siamo laureati sembrava inevitabile.

Ci siamo fidanzati ufficialmente a 24 anni. In quel momento non pensavo di essere troppo giovane. Ripensandoci, lo ero.  

Non credo ci sia un’età magica alla quale sia giusto fidanzarsi o sposarsi, ma io non ero pronta. E soprattutto non ero pronta a sposare lui. In un mondo perfetto, lo avrei potuto capire prima del matrimonio.

Inoltre, sono molto impaziente. Una volta fidanzati, ho avuto fretta. Se avessi usato il cervello, avrei fatto diversamente.

Ora capisco che quando una persona vuole sposarsi non ha paura del matrimonio. Ma non ho mai considerato che non mi andasse di sposarmi. Ma pensavo di doverlo fare per concludere il tutto.  

E così mi sono sposata, e 11 mesi dopo, sono andata via.

Abbiamo divorziato a 26 anni. Non è nella media, lo sappiamo. E non ci offendiamo se le persone lo trovano divertente. È divertente perché inatteso. Come quando vedi un cane con un impermeabile.

Ma non siamo dei mostri. Non sposiamo le persone e poi divorziamo per sport.

 Il luogo comune più diffuso che ho vissuto da quando sono diventata “una di quelle ragazze divorziate” è che non abbiamo provato a far funzionare le cose. Non gli abbiamo “concesso una chance”.

Ma, quante volte bisogna provare prima di poter dire di averci provato?  

Per qualche motivo, le persone pensano che ci siamo sposate con l’idea che avremmo divorziato. Ma perché avremmo dovuto farlo? Non siamo mica famose. (Ancora.) Non facciamo mica le modelle per le pubblicità. (Ancora.)

Divorziare è difficile, devi compilare moduli, firmare cose. È come la dichiarazione dei redditi, con l’aggravante di sentirsi dei falliti.

Quando divorzi da giovane, arrivi a pensare che sia la tua nuova caratteristica. Ma non è così. E non è qualcosa da nascondere o qualcosa di cui vergognarsi.

Certo, alcuni ti giudicheranno. Ma ti giudicheranno anche perché abbini vestiti blu a vestiti neri o perché metti i sandali con i calzini.

E quindi: lascia che giudichino.

Se il tuo matrimonio non funziona, non funziona e basta, l’età non c’entra. E per quanto riguarda l’amore, la gente spesso dice cose tipo, “Quando lo senti significa che c’è”. Sai che c’è? Vale lo stesso quando finisce. Lo sai. Che differenza fa se lo dici subito o tra 20 anni?

Per noi, la differenza è che non abbiamo sprecato altro tempo. Giudicate pure. Ma ora siamo più felici.

 

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