Documenti divorzio: ecco quali servono

Documenti divorzio: ecco quali servono

Documenti divorzio: che “carte” vi servono per separarvi? Documenti divorzio: quali sono quelli necessari per istruire una pratica di divorzio o separazione? E devono essere prodotti dai coniugi direttamente o dagli avvocati che li assistono? In realtà sono possibili entrambe le soluzioni: potete produrre i documenti in autonomia oppure lasciare che se ne occupino i vostri legali. Come dicevamo su questi articoli, “Divorzio consensuale e separazione consensuale con e senza avvocato” e “Divorzio breve: costi, tempi, requisiti e procedure. Guida completa“, è possibile in effetti separarsi o divorziare senza l’assistenza di un legale anche se, viste le procedure burocratiche spesso complesse, nonché il coinvolgimento personale e psicologico, è preferibile delegare. Infatti, come dicevamo sulla nostra guida relativa al divorzio breve che ti abbiamo appena linkato, il decreto legge 132/2014 ha introdotto la possibilità di divorziarsi in maniera più celere e semplice. Infatti, se la coppia non ha figli e si separa in comune accordo, è possibile separarsi in tempi molto ridotti e a costo bassissimo. Se hai bisogno di sapere come procedere contattaci al numero 3791156991 o scrivici su Whatsapp. Altrimenti lascia la tua email e verrai richiamato gratuitamente. La tua email Il tuo nome Ma la novità più bene accolta di questa legge sul divorzio breve è sicuramente l’introduzione della possibilità di divorziare senza il supporto di un avvocato. Infatti la legge 55 permette di separarsi, divorziare o modificare le condizioni non necessariamente in presenza di un giudice ma anche davanti al sindaco. Questa possibilità però viene negata in presenza di figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela, per ovvi motivi, ma anche in casi di trasferimenti patrimoniali che richiedono delle analisi più approfondite al fine...
Separazione con addebito: in che casi? Come ottenerla?

Separazione con addebito: in che casi? Come ottenerla?

Separazione con addebito: che significa? I motivi per cui un coniuge chieda la separazione con addebito all’altro coniuge possono essere di natura diversa. Che sia un tradimento, che sia l’invadenza ripetuta e prolungata di un parente, che sia per motivi religiosi, può capitare che la colpa della rottura di un matrimonio sia colpa di uno dei due coniugi, ed è possibile che sul “colpevole” ricadano alcuni addebiti che vedremo tra un po’. Questo è possibile quando il giudice che si occupa della separazione rivela la condotta non consona ai doveri matrimoniali di uno dei due coniugi, e può decidere che la separazione gli sia addebitata. Ovviamente è necessario che sia dimostrato il nesso causale tra quel comportamento e l’intollerabilità della convivenza, e in questo caso deve essere bravo l’avvocato a mettere nero su bianco le vicende e a esporre bene le motivazioni della richiesta.     Se pensi di possedere i presupposti per ottenere la separazione con addebito delle spese giudiziali e, magari, anche il risarcimento dei danni, mettiti in contatto con noi. Chiama il numero 3791156991 oppure scrivici via whatsapp, in alternativa compila il form che trovi cliccando qui per essere ricontattato gratuitamente e senza impegni.     Quando si può richiedere la separazione con addebito? Motivi principali L’articolo 151 del codice civile sancisce che le cause di addebito della separazione devono essere così incisive da rendere intollerabile la convivenza oppure tali da comportare gravi mancanze o danni all’educazione dei figli. Il codice civile non specifica quali possano essere tali fatti, ma è possibile fare riferimento alle tante sentenze della Cassazione in merito.   Infedeltà coniugale Il motivo numero uno è quello relativo all’infedeltà coniugale, argomento al quale...
Annullamento matrimonio: religioso o civile, ecco cos’è e come ottenerlo.

Annullamento matrimonio: religioso o civile, ecco cos’è e come ottenerlo.

Annullamento matrimonio: cos’è, cosa comporta, come si ottiene? Che differenze ci sono tra l’annullamento di matrimonio religioso e quello civile? Annullamento matrimonio: viene dichiarato nullo un matrimonio che viene ritenuto non essere mai stato valido dalla sua origine. I motivi che determinano l’annullamento del matrimonio civile e di quello religioso, non sono uguali, e bisogna fare delle distinzioni. Il codice civile ha stabilito che i motivi che rendono possibile l’annullamento del matrimonio civile sono i seguenti: Età: in caso di matrimonio di minori di 16 anni, o di 18 anni senza l’autorizzazione del Tribunale per i Minorenni. La richiesta può essere avanzata da chi non aveva l’età prevista dalla legge entro un anno dal compimento dei 18 anni. Vincolo di precedente matrimonio: è nullo il matrimonio di chi, all’epoca della celebrazione, era già legato ad altra persona con matrimonio valido agli effetti civili. il matrimonio religioso non trascritto al Comune non ha effetti civili, mentre li ha il matrimonio celebrato all’estero, anche se non trascritto. Vincolo di parentela, affinità, adozione tra gli sposi: la domanda deve essere proposta non oltre 1 anno dalla celebrazione del matrimonio. Delitto: può essere dichiarato nullo il matrimonio, se uno degli sposi è condannato per omicidio o tentato omicidio. Interdizione: è nullo il matrimonio di chi al tempo della celebrazione era stato dichiarato interdetto per infermità di mente, oppure era infermo di mente anche se la sentenza di interdizione è stata pronunciata successivamente. Incapacità di intendere e di volere: uno degli sposi può chiedere l’annullamento se prova di essere stato incapace di intendere e di volere per qualsiasi causa, anche transitoria, al momento della celebrazione...
Assegno divorzile: niente mantenimento per i coniugi con redditi superiori a 1.000 €

Assegno divorzile: niente mantenimento per i coniugi con redditi superiori a 1.000 €

Assegno divorzile: le novità sull’assegno di mantenimento all’ex coniuge Assegno divorzile, novità importanti: niente assegno di mantenimento ai coniugi che possiedono un reddito superiore a 1.000 € al mese. L’assegno divorzile è una forma di tutela che punta a tutelare il coniuge economicamente più svantaggiato, che sopraggiunge al momento della pronuncia del divorzio. Fino a pochi giorni fa veniva calcolata una somma tale da consentire al coniuge una vita dello stesso tenore  rispetto a prima della separazione. Ma tutto questo è stato rivoluzionato: l’11 maggio 2017 la Corte di Cassazione, con sentenza n. 11504/2017, ha radicalmente mutato il proprio orientamento in tema di assegno di mantenimento all’ex coniuge. Di certo una delle rivoluzioni più grandi in Giurisprudenza degli ultimi anni. Infatti la Corte di cassazione, con questa sentenza, ha stabilito che l’assegno di divorzio non spetta all’ex coniuge qualora questi sia economicamente indipendente. Essendo di natura assistenziale l’assegno va riconosciuto solo in favore del richiedente che ne abbia bisogno, e quindi non sussiste più l’obbligo che l’assegno di mantenimento debba consentire al divorziato di mantenere lo stesso tenore di vita che si manteneva durante l’unione coniugale. Se intendi fare ricorso in merito all’assegno divorzile, ma non sai come muoverti, chiama il numero 3791156991 o compila il form che trovi in home page per essere ricontattato gratuitamente. La Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi su di un caso di mancato riconoscimento dell’assegno ad una moglie che riteneva di averne diritto, ma gli ermellini hanno individuando un nuovo criterio: quello dell’autoresponsabilità economica dei coniugi, al quale il Giudice del divorzio dovrà uniformarsi in sede di statuizioni sull’assegno di mantenimento. Tutto questo è stato confermato il 22 maggio, quando è stata emessa...
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