Differenza tra separazione e divorzio: effetti sul matrimonio

Differenza tra separazione e divorzio: effetti sul matrimonio

Differenza tra separazione e divorzio: quali sono le conseguenze effettive sul matrimonio? Qual è la differenza tra separazione e divorzio? Molte volte si fa in fretta a parlare di ex, anche quando si è soltanto separati. Ma si diventa effettivamente ex coniugi solo nel momento in cui si procede al divorzio. Infatti la separazione non mette fine al matrimonio, semplicemente ne sospende gli effetti fino a quando i coniugi non ricorrano al divorzio o non decidano di riconciliarsi. Vediamo le differenze sostanziali.   Per ricevere informazioni sul divorzio e sulla separazione in maniera gratuita puoi chiamare il numero diretto 3791156991 o lasciare un messaggio su Whatsapp. In alternativa, compila il form sottostante e ti contatteremo noi il prima possibile. La tua email Il tuo nome   A richiedere i documenti per la separazione ci pensiamo noi! Effetti sul matrimonio della separazione Ecco cosa cambia in una coppia quando ci si separa: viene meno il dovere di coabitazione viene meno l’obbligo di fedeltà viene meno il dovere di collaborazione, ovvero l’obbligo di contribuzione reciproca alle necessità organizzative della vita della famiglia cessa il dovere di assistenza morale reciproca se i coniugi avevano contratto matrimonio in comunione dei beni, questa verrà sciolta Sull’assistenza materiale (ovvero il provvedere ai bisogni dell’altro coniuge qualora non riesca a fare da sé) occorre fare un discorso a parte: a volte l’obbligo dell’assistenza materiale persiste anche dopo il divorzio, e può capitare che uno dei due coniugi debba versare all’altro un assegno di mantenimento, anche se ci sono stati ultimamente cambiamenti sostanziali. Di questo argomento avevamo parlato approfonditamente sull’articolo “Assegno divorzile: niente mantenimento per i coniugi con redditi superiori...
Affidamento congiunto, esclusivo o alternato dei minori: guida completa

Affidamento congiunto, esclusivo o alternato dei minori: guida completa

Affidamento congiunto, affidamento esclusivo e affidamento alternato dei figli: in cosa si differenziano? I “tipi di affidamento” (affidamento condiviso, affidamento esclusivo e affidamento alternato) sono argomenti molto caldi in termini di separazione in presenza di figli minori. In questo articolo vedremo le sostanziali differenze tra loro. Vuoi separarti ma non sai come fare, chiama il numero 3791156991 o contattaci su Whatsapp per avere informazioni. Puoi anche compilare il form che trovi in home page per essere ricontattato gratuitamente dai nostri consulenti.   Affidamento congiunto L’affidamento congiunto è stato introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano con la Legge n. 54/2006, che ha previsto l’affidamento bigenitoriale nei procedimenti separativi di coppie coniugate con figli. L’affidamento condiviso fa sì che l’esercizio della potestà genitoriale sia congiunta, e quindi entrambi i genitori hanno gli stessi diritti e doveri verso i figli. Si presuppone che tra gli ex coniugi ci sia alta collaborazione al fine di garantire una crescita il più serena possibile ai propri figli, un’attiva partecipazione di entrambi nell’elaborazione e nella realizzazione del progetto educativo comune (Cass., sent. n. 10174, del 20.06.2012). Nell’affidamento condiviso non ci sono condizioni autorevoli alle quali sottostare, e quindi entrambi i genitori possono trascorrere del tempo con i figli nelle tempistiche e nei modi di visita che più siano congeniali al benessere psicofisico di tutti, in primis dei bambini. Ogni giudice chiamato a intervenire sulle decisioni riguardanti i minori ritiene preferibile l’affidamento condiviso del figlio nella separazione o nel divorzio, dove ogni genitore è tenuto a offrire concretamente cura, assistenza ed educazione in egual misura. Purtroppo ci sono però dei casi in cui questo non è possibile, e allora si procede all’affidamento esclusivo, che può disporsi...
Divorzio consensuale e separazione consensuale con e senza avvocato

Divorzio consensuale e separazione consensuale con e senza avvocato

Divorzio consensuale e separazione consensuale: cosa sapere? Il decreto di legge del 12 settembre 2014 n. 132, chiamato anche decreto ‘sblocca Italia’, va a modificare in maniera interessante la legislazione in materia di separazione consensuale e divorzio consensuale. Avvalendosi dell’assistenza di un avvocato, sarà infatti possibile ottenere la separazione consensuale o il divorzio consensuale dei coniugi, ma anche la rettifica delle condizioni di separazione o divorzio. Cosa cambia? Con il divorzio consensuale sarà possibile ottenere tutto questo a tempi brevi e, soprattutto, in tempi notevolmente ridotti grazie alla possibilità di una procedura semplificata. Vuoi separarti o divorziare? Chiama il numero 3791156991 o lascia un messaggio su Whatsapp e verrai ricontattato gratuitamente. Altrimenti compila il form che trovi in home page, siamo a tua disposizione. Separazione consensuale o Divorzio consensuale senza Tribunale Si può addirittura ottenere una risoluzione dopo pochi giorni: questo perché non è necessario l’intervento del tribunale. I coniugi infatti che intendono separarsi o divorziare potranno rivolgersi direttamente a un avvocato divorzista o matrimonialista per formalizzare un accordo di negoziazione assistita, piuttosto che depositare (tramite un avvocato o personalmente) un ricorso avanti al Tribunale. L’accordo di negoziazione assistita da un avvocato, una volta sottoscritto dai coniugi, si sostituisce alla sentenza di divorzio o separazione consensuale.   Perché rivolgersi ad un avvocato per il divorzio consensuale? La brevità della procedura trova accoglimento nel fatto che l’avvocato divorzista al quale vi rivolgerete per la negoziazione assistita formalizzerà in pochi giorni un accordo che sostituisce la sentenza, che trasmetterà al Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto. Proprio per via della brevità dell’esecuzione, la procedura generalmente presenta costi molto bassi e senz’altro più accessibili rispetto alla...
Divorzio in contumacia: e se il coniuge non si presenta?

Divorzio in contumacia: e se il coniuge non si presenta?

Divorzio in contumacia: non essere d’accordo non può impedire la separazione Lascia la tua email per ricevere utili informazioni sul divorzio. Se hai bisogno di sapere come procedere contattaci al numero 3791156991 o lascia un messaggio su Whatsapp e sarai richiamato il prima possibile. La tua email Il tuo nome Hai mai sentito parlare di divorzio in contumacia?   Il procedimento in contumacia o processo contumaciale è un tipo di svolgimento del processo civile in Italia (la dottrina lo considera uno svolgimento anomalo o una vicenda anormale del medesimo) che consegue alla mancata costituzione di una delle parti. Esso è disciplinato dal Libro II, Titolo I, Capo VI del codice di procedura civile (artt. 290-294) – Fonte Wikipedia   Questa legge si applica anche ai divorzi e alle separazioni perché, quanto meno sul piano civile, il matrimonio non è indissolubile, e non basta non presentarsi in tribunale per impedire lo scioglimento del matrimonio.   Infatti spesso la rottura del matrimonio non avviene per volere di entrambi i coniugi, e capita che uno dei due voglia invece provare a rimanere insieme per risanare l’unione. Ma a volte l’opposizione allo scioglimento del matrimonio avviene per mero intento ostruzionistico, giusto per complicare la vita all’ex e non tanto per amore.   Leggi anche: “Quanto tempo ci vuole per divorziare? Divorzio breve, congiunto e giudiziale“   E cosa succede in questi casi? Ci si può opporre allo scioglimento del matrimonio appellandosi alla indissolubilità del vincolo? Ecco come si esprime la Corte di Cassazione a tale proposito:   L’indissolubilità del matrimonio – spiega la Corte – riguarda solo “l’ordine morale cattolico” e “l’ordinamento canonico”. Di conseguenza, esso non rileva sugli effetti civili del matrimonio concordatario, né può ostruire il diritto – strettamente...
Divorzio: cosa dire ai figli, e come? 8 consigli pratici

Divorzio: cosa dire ai figli, e come? 8 consigli pratici

Divorzio: cosa dire ai figli? In questo articolo 8 utili consigli per genitori che divorziano: come rendere meno traumatico possibile il divorzio di mamma e papà? 1. Ogni famiglia è diversa: rispetta tempi e sentimenti Qual è il modo migliore di aiutare la tua famiglia nel superare un divorzio? Ogni situazione, e ogni famiglia, è diversa. Ma alcune linee guida e consigli per ridurre lo stress del trauma possono rendere le cose più facili. Questi consigli possono rendere il processo meno doloroso, per figli e genitori. I genitori dovranno interpretarli a modo loro; l’onestà, la sensibilità, l’autocontrollo e il passare del tempo aiuteranno a superare questa fase delicata. Non avere fretta: ogni situazione ha i suoi tempi. 2. Aiuta i bambini a gestire e comprendere i loro sentimenti Incoraggia i bambini ad aprirsi riguardo ai propri sentimenti in merito al divorzio, positivi o negativi che siano. È importante per chi divorzia incoraggiare i propri figli ad esprimere i loro pensieri e i loro sentimenti, che devono rimanere ben distinti dai sentimenti dei genitori. Spesso i bambini avvertono un sentimento di perdita e potrebbero incolpare voi o il partner, o entrambi, per ciò che sta accadendo nelle loro vite. Perciò, devi essere ben pronto a rispondere a domande che i tuoi bambini potrebbero porti. Ogni discussione e confronto che scaturisce deve essere visto da voi come un processo in evoluzione, perché i bambini crescono e diventando più maturi, quindi potrebbero sviluppare nuove domande o preoccupazioni cui non avevano pensato in precedenza. Anche se ti sembrerà di tornare sempre sugli stessi argomenti, mantieni un dialogo aperto. Se possibile, parlane con altri...
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