Affidamento congiunto, esclusivo o alternato dei minori: guida completa

Affidamento congiunto, esclusivo o alternato dei minori: guida completa

Affidamento congiunto, affidamento esclusivo e affidamento alternato dei figli: in cosa si differenziano? I “tipi di affidamento” (affidamento condiviso, affidamento esclusivo e affidamento alternato) sono argomenti molto caldi in termini di separazione in presenza di figli minori. In questo articolo vedremo le sostanziali differenze tra loro. Vuoi separarti ma non sai come fare, chiama il numero 3791156991 o contattaci su Whatsapp per avere informazioni. Puoi anche compilare il form che trovi in home page per essere ricontattato gratuitamente dai nostri consulenti.   Affidamento congiunto L’affidamento congiunto è stato introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano con la Legge n. 54/2006, che ha previsto l’affidamento bigenitoriale nei procedimenti separativi di coppie coniugate con figli. L’affidamento condiviso fa sì che l’esercizio della potestà genitoriale sia congiunta, e quindi entrambi i genitori hanno gli stessi diritti e doveri verso i figli. Si presuppone che tra gli ex coniugi ci sia alta collaborazione al fine di garantire una crescita il più serena possibile ai propri figli, un’attiva partecipazione di entrambi nell’elaborazione e nella realizzazione del progetto educativo comune (Cass., sent. n. 10174, del 20.06.2012). Nell’affidamento condiviso non ci sono condizioni autorevoli alle quali sottostare, e quindi entrambi i genitori possono trascorrere del tempo con i figli nelle tempistiche e nei modi di visita che più siano congeniali al benessere psicofisico di tutti, in primis dei bambini. Ogni giudice chiamato a intervenire sulle decisioni riguardanti i minori ritiene preferibile l’affidamento condiviso del figlio nella separazione o nel divorzio, dove ogni genitore è tenuto a offrire concretamente cura, assistenza ed educazione in egual misura. Purtroppo ci sono però dei casi in cui questo non è possibile, e allora si procede all’affidamento esclusivo, che può disporsi...
Divorzio: i sette errori più comuni

Divorzio: i sette errori più comuni

Divorzio: i sette errori più comuni che si fanno. In questo articolo vediamo cosa evitare per affrontare al meglio la fine di un matrimonio. Quando si divorzia, i soldi non sono l’unico problema, in particolare se si ha a che fare con personalità manipolatrici, violente ma anche semplicemente poco razionali. Prendere le decisioni giuste restando lucidi è difficile anche quando si divorzia da una persona ragionevole. Sono in molti ad arrivare alla fine di un matrimonio così arrabbiati, nervosi e ansiosi da non essere in grado di applicare un ragionamento logico riflettendo su come difendere sé stessi e i propri figli da un accordo poco equo. In passato, nel corso di un divorzio le emozioni più comuni erano tristezza e rimpianto. Oggi l’emozione dominante è la rabbia: si è arrabbiati con il coniuge, con i genitori del coniuge, con il nuovo partner del coniuge… Tutta questa rabbia si traduce in parole e atti che rendono il processo del divorzio più costoso, stressante, frustrante, lungo. Insomma, una vera e propria guerra. Ma tutto ciò si può evitare, anche se si ha a che fare con un coniuge particolarmente intrattabile. Ecco i sette errori più comuni che si commettono in fase di divorzio. Se imparerai a controllare le tue emozioni ed evitare questi errori, riuscirai anche ad alleviare il dolore e le sofferenze del divorzio. Lascia la tua email per ricevere utili informazioni sul divorzio. Contattaci al numero 3791156991 o lascia un messaggio su Whatsapp e sarai richiamato il prima possibile. La tua email Il tuo nome 1. Usare i tuoi bambini come pedine La minaccia di rifiutare o limitare le...
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